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La smart mobility è l’insieme delle tecnologie e dei servizi che rendono gli spostamenti urbani più efficienti, condivisi e a basso impatto: dai veicoli elettrici alla guida autonoma, dalla micromobilità in sharing ai semafori gestiti da un’intelligenza artificiale. Nel 2026 non è più solo una prospettiva da libro bianco: robotaxi, eVTOL e monopattini regolamentati sono già parte della vita quotidiana in diverse città del mondo, Italia inclusa in alcuni segmenti.

Indice

  • Cos’è la smart mobility
  • Perché la mobilità urbana deve cambiare
  • Auto elettriche: a che punto siamo davvero
  • Robotaxi e guida autonoma: chi è già in strada
  • Micromobilità: monopattini, bici e le regole italiane
  • MaaS: un solo abbonamento per muoversi
  • Semafori intelligenti e traffico gestito dall’AI
  • Taxi volanti (eVTOL): promesse e realtà
  • V2X: quando i veicoli parlano con la città
  • Le città che stanno già cambiando
  • FAQ e la città del 2035

Cos’è la smart mobility (definizione)

La smart mobility è l’organizzazione degli spostamenti urbani basata su quattro pilastri che si rafforzano a vicenda: elettrificazione dei veicoli, autonomia di guida, condivisione dei mezzi (sharing invece di possesso) e connessione dei dati tra veicoli, infrastrutture e piattaforme digitali. Non è una singola tecnologia ma un cambio di paradigma: dal veicolo privato posseduto e guidato da una persona, al movimento come servizio orchestrato da software.

Perché la mobilità urbana deve cambiare

In Italia si perdono in media diverse decine di ore l’anno nel traffico urbano, secondo le stime della Commissione Europea sulla congestione nelle grandi città. Gli incroci cittadini generano un livello di inquinamento locale fino a 29 volte superiore rispetto alle strade scorrevoli, soprattutto per l’effetto delle continue frenate e ripartenze. A questo si somma il costo economico del pendolarismo, tra carburante, tempo perso e usura dei veicoli: tre motivi concreti, non ideologici, per cui le città stanno investendo in mobilità intelligente.

Auto elettriche: a che punto siamo davvero

Il 2026 è l’anno in cui l’elettrico ha smesso di essere un fenomeno di nicchia in Europa. Secondo i dati ACEA, nel primo semestre 2026 le auto a batteria (BEV) hanno raggiunto il 20,7% delle nuove immatricolazioni nell’Unione Europea, con un balzo del 35,7% sull’anno precedente: una su cinque delle auto nuove vendute è oggi completamente elettrica.

L’Italia partecipa alla crescita ma resta indietro in termini assoluti: nel primo semestre 2026 la quota elettrica italiana si è fermata all’8,5%, contro il 28,5% della Francia e il 24,1% della Germania, pur con una crescita percentuale tra le più rapide d’Europa (+75% circa sull’anno precedente). I prezzi d’ingresso sono scesi sotto i 19.000 euro grazie soprattutto ai modelli cinesi come la Leapmotor T03, prima nella classifica italiana delle BEV nella primavera 2026, mentre Tesla affronta una fase di maggiore pressione competitiva proprio a causa di questa concorrenza. Restano due punti deboli onesti da segnalare: il valore residuo dell’usato elettrico, ancora incerto, e la rete di ricarica pubblica, che nel Sud Italia è meno capillare rispetto al Centro-Nord.

Robotaxi e guida autonoma: chi è già in strada

Il 2026 è anche l’anno in cui il robotaxi smette di essere un esperimento californiano e comincia a mettere piede in Europa, anche se con un ritardo di alcuni anni rispetto a Cina e Stati Uniti.

OperatoreDove opera davveroStato a metà 2026
Waymo (Google)USA (~3.000 veicoli in una dozzina di città); aperture societarie in Spagna, Francia, Germania, Regno UnitoServizio commerciale reale solo negli USA; test europei in preparazione
Baidu Apollo GoCina (oltre 20 milioni di corse cumulative), Dubai, Abu Dhabi; permesso Livello 4 in Svizzera (progetto AmiGo con PostBus)Fuori Cina già commerciale a Dubai/Abu Dhabi; in Svizzera test con operatore di sicurezza a bordo
Pony.ai / WeRideCina; test con Uber a Monaco di Baviera e MadridEspansione flotta cinese, ~1.000-1.700 veicoli; test europei non ancora commerciali
Wayve + UberLondraTest su strada con conducente di sicurezza; servizio commerciale annunciato non prima di fine 2026
Italia (nessun operatore attivo)Serve autorizzazione MIT + nulla osta per sperimentare su strade pubbliche; nessun servizio pubblico ancora avviato

Zagabria risulta, a metà 2026, la città europea con un servizio robotaxi realmente operativo per il pubblico; Monaco di Baviera è la più contesa, con cinque operatori diversi in corsa per il lancio commerciale entro fine anno. In Italia il nodo resta l’armonizzazione tra omologazione UE e autorizzazioni nazionali (approfondimenti su robotaxi Baidu e Waymo e su Xpeng).

Micromobilità: monopattini, bici e le regole italiane

Il 2026 porta la prima vera stretta normativa italiana sui monopattini elettrici. Dal 16 maggio 2026 è obbligatorio il contrassegno identificativo (il cosiddetto “targhino”, legato al codice fiscale del proprietario e richiedibile con SPID o CIE), mentre dal 16 luglio 2026 è scattato l’obbligo di una polizza RC dedicata, distinta da una generica assicurazione sulla vita privata. Le sanzioni per chi circola senza questi requisiti vanno da 100 a 400 euro. Restano valide le regole già in vigore: età minima 14 anni, casco omologato, limite di velocità di 20 km/h sulle strade urbane e 6 km/h nelle aree pedonali, divieto di trasportare passeggeri.

Chi usa monopattini in sharing non deve gestire direttamente targa o polizza, perché sono integrate dagli operatori nella flotta; l’obbligo ricade sui proprietari di mezzi privati. Una particolarità tecnica: per i monopattini è al momento sospesa la procedura di indennizzo diretto (CARD) usata per le auto, in assenza di dati statistici consolidati sul rischio, chi subisce un danno deve rivolgersi direttamente alla compagnia del responsabile.

MaaS: un solo abbonamento per muoversi

Il Mobility as a Service (MaaS) è un modello che integra in un’unica app e in un unico abbonamento mezzi pubblici, sharing di bici e monopattini, taxi e car sharing, eliminando la necessità di app e biglietti separati per ogni mezzo. Helsinki, con la piattaforma Whim, resta il caso pionieristico più citato a livello internazionale. In Italia il programma MaaS4Italy, finanziato con fondi PNRR, ha portato sperimentazioni in diverse città (tra cui Milano, Roma, Napoli e Torino), integrando trasporto pubblico locale e mobilità condivisa su un’unica piattaforma digitale, con risultati ancora disomogenei tra un capoluogo e l’altro.

Semafori intelligenti e traffico gestito dall’AI

Il progetto più maturo in questo campo è Green Light di Google, attivo in una dozzina di città nel mondo (tra cui Amburgo, Manchester, Seattle, Rio de Janeiro e Abu Dhabi) su circa 70 incroci: analizzando i dati di traffico e i pattern di guida di Google Maps, il sistema propone agli ingegneri municipali ottimizzazioni dei tempi semaforici senza richiedere alcuna modifica all’infrastruttura fisica. I risultati dichiarati da Google parlano di una riduzione del 10-20% nei consumi di carburante e nei tempi di attesa, e fino al 30% in meno di fermate ai semafori in alcuni incroci pilota.

In Italia le sperimentazioni sono più mirate alla sicurezza che al flusso: a Roma, dal gennaio 2026, è partito un progetto di semafori intelligenti sulla Cristoforo Colombo che rilevano la velocità dei veicoli in tempo reale e scattano il rosso automaticamente se un mezzo supera il limite consentito, con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli incidenti nei tratti a rischio.

Taxi volanti (eVTOL): promesse e realtà

Gli eVTOL (aerotaxi elettrici a decollo verticale) sono uno dei fronti più seguiti e più soggetti a hype della smart mobility. Lo stato verificato ad agosto 2026: Joby Aviation ha raggiunto lo Stage 4 di certificazione FAA (il penultimo passaggio prima della certificazione finale statunitense) e punta a un debutto commerciale a Dubai nel corso del 2026, sfruttando il percorso di certificazione più rapido della GCAA (l’ente dell’aviazione civile emiratina), probabilmente prima ancora del lancio commerciale negli Stati Uniti. Archer Aviation sta testando il suo Midnight ad Abu Dhabi. In Cina, EHang opera già in modo commerciale su rotte turistiche selezionate.

In Europa il quadro è più cauto: l’EASA applica uno standard di certificazione specifico (SC-VTOL) più severo rispetto agli approcci statunitense ed emiratino, e il settore ha visto le difficoltà finanziarie di attori come Volocopter e Lilium. In Italia sono in corso interlocuzioni tra ENAC e Archer per eventuali test a Grottaglie (Puglia), mentre il vertiporto UrbanV previsto a Fiumicino accumula ritardi rispetto ai piani iniziali. Il tono corretto per raccontare il settore, a questo punto del 2026, è di cauto ottimismo: né hype né liquidazione.

V2X: quando i veicoli parlano con la città

Il V2X (vehicle-to-everything) è l’insieme degli standard che permettono a un veicolo di scambiare dati in tempo reale con altri veicoli, con i semafori, con i pedoni dotati di smartphone e con l’infrastruttura stradale. Richiede reti 5G a bassa latenza e standard condivisi tra costruttori e città: è l’infrastruttura di cui la guida autonoma e i semafori intelligenti hanno bisogno per fare un salto di qualità, e si collega direttamente al tema delle case connesse trattato nel pillar Smart Home.

Le città che stanno già cambiando

Shenzhen, in Cina, è spesso citata come laboratorio avanzato di mobilità urbana robotizzata, con sperimentazioni che vanno dai robot per la rimozione delle auto in doppia fila alla capillare elettrificazione dei mezzi pubblici.

Oslo ha costruito la sua reputazione internazionale rimuovendo quasi tutti i parcheggi dal centro cittadino e investendo in ciclabili ed elettrificazione, con l’obiettivo dichiarato di azzerare i morti e i feriti gravi da incidente stradale (“Vision Zero”).

Milano resta il caso italiano più maturo, con le Aree B e C che regolano l’accesso dei veicoli inquinanti al centro e alla cerchia dei bastioni: un angolo locale che nessun pillar internazionale sulla smart mobility racconta, e che vale la pena aggiornare a ogni modifica del regolamento comunale.

FAQ

Quando arrivano i robotaxi in Italia?

Non c’è ancora una data: servono un’autorizzazione del Ministero dei Trasporti e un nulla osta per la sperimentazione su strada pubblica. A metà 2026 nessun operatore ha ancora un servizio pubblico attivo nel paese.

I monopattini elettrici spariranno dalle città italiane?

No: le nuove regole (targhino e assicurazione obbligatoria dal 2026) non vietano i monopattini, li regolamentano avvicinandoli alla disciplina degli altri veicoli.

Quanto costerà volare in eVTOL?

Non esiste ancora un prezzo di listino pubblico consolidato: i primi servizi commerciali (Dubai in testa) partiranno come esperienza premium, con prezzi da confrontare con un taxi executive più che con un taxi standard.

Il MaaS sostituisce l’auto privata?

Non necessariamente: l’obiettivo è ridurne l’uso rendendo conveniente combinare mezzi pubblici e condivisi, non vietare il possesso di un’auto.

Le auto elettriche sono già convenienti in Italia?

I prezzi d’ingresso sono scesi sotto i 19.000 euro e i costi di manutenzione sono più bassi, ma il valore di rivendita dell’usato elettrico e la rete di ricarica nel Sud Italia restano punti d’attenzione onesti.

La città del 2035

Se elettrificazione, autonomia, condivisione e connessione continueranno a maturare insieme, la città del prossimo decennio potrebbe capovolgere la gerarchia attuale: meno auto possedute, più veicoli condivisi e spesso senza conducente, semafori che si adattano al traffico in tempo reale, e un cielo urbano in cui i primi taxi volanti smettono di essere un’eccezione da fiera tecnologica. La domanda aperta non è se questo accadrà, ma a quale velocità le regole, non la tecnologia, permetteranno che accada.

Fonti

  • ACEA (European Automobile Manufacturers’ Association), dati sulle immatricolazioni BEV primo semestre 2026
  • Waymo, Baidu Apollo Go, Pony.ai/WeRide, Wayve, comunicazioni aziendali e stampa di settore sullo stato dei servizi robotaxi
  • Google, dati dichiarati sul progetto Green Light
  • FAA (Federal Aviation Administration) ed EASA, stato della certificazione eVTOL
  • MaaS4Italy (PNRR), stato dei progetti di Mobility as a Service nelle città italiane
  • Comune di Milano, regolamento Aree B e C