Un unicorno è una startup privata valutata oltre un miliardo di dollari, senza essere quotata in borsa. L’Italia ne conta oggi dieci, dopo il recente ingresso a settembre 2026 della scaleup di cybersecurity Exein. Tuttavia, tre di queste dieci realtà non rispettano la definizione in senso stretto.
Il termine nasce nel 2013, quando Aileen Lee, fondatrice del fondo di venture capital Cowboy Ventures, lo usa in un articolo su TechCrunch per descrivere le startup tecnologiche americane che avevano raggiunto un miliardo di dollari di valutazione restando private. La metafora, una creatura leggendaria e rara per definizione, doveva rendere l’idea di quanto fosse eccezionale l’evento: all’epoca, su migliaia di startup finanziate ogni anno, solo una manciata arrivava a quella soglia.
Dodici anni dopo, gli unicorni nel mondo sono oltre 1.200. L’Italia ne conta dieci: nove censiti originariamente dal report Italian Tech Landscape 2026 (terza edizione, firmata da La Tech Made in Italy e Altermind), a cui si aggiunge il traguardo raggiunto da Exein a settembre 2026.
Il numero va preso con una premessa. Tre delle dieci aziende in lista non sono unicorni nel senso stretto del termine coniato da Lee: due sono quotate in borsa, una è controllata da un fondo di private equity. Il motivo è approfondito più avanti ed è un punto centrale dell’analisi dell’ecosistema.
La lista degli unicorni italiani Business People
Le dieci aziende italiane che hanno superato il miliardo di dollari (o di euro) di valutazione, ordinate per capitalizzazione/valutazione aggiornata.
| N. | Azienda | Settore | Capitalizzazione | Fatturato (rif.) | Sede |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Bending Spoons | App e software, crescita per acquisizioni | 23 mld € | 1,1 mld € | Milano |
| 2 | Technoprobe | Semiconduttori (probe card) | 7,9 mld € | 756 mln € | Cernusco Lombardone (LC) |
| 3 | Reply | Consulenza IT e digitale | 4,45 mld € | 2,6 mld € | Torino |
| 4 | Exein | Cybersecurity per l’IoT e Physical AI | 1,7 mld € | Crescita 2x (1S 2026) | Roma |
| 5 | Domyn (ex iGenius) | Intelligenza artificiale | 1,7 mld € | 5,6 mln € | Milano |
| 6 | Satispay | Pagamenti digitali | 1,6 mld € | 46 mln € | Milano |
| 7 | Namirial | Firma digitale e trust services | 1,1 mld € | 74 mln € | Senigallia (AN) |
| 8 | Scalapay | Buy now, pay later | 1,1 mld € | 57 mln € | Milano |
| 9 | Facile.it | Comparazione prezzi | 1 mld € | 140 mln € | Milano |
| 10 | Prima | Assicurazioni digitali | 1 mld € | 1,3 mld € | Milano |
(Dati aggregati da Italian Tech Landscape 2026, aggiornati con le quotazioni di Borsa e i più recenti round privati di settembre 2026)
Sei delle dieci aziende hanno sede a Milano. La lista rimane altamente concentrata: Bending Spoons, Technoprobe e Reply da sole rappresentano la maggior parte del valore aggregato dell’intero gruppo.
Il 10° unicorno italiano: l’ascesa di Exein
A settembre 2026, l’ecosistema tech italiano ha festeggiato il suo decimo unicorno (nonché primo in assoluto nel settore della cybersecurity): Exein.
Fondata a Roma nel 2018 da Gianni Cuozzo, Exein è specializzata nella sicurezza informatica per l’IoT (Internet delle Cose) e la cosiddetta Physical AI — i sistemi intelligenti integrati in dispositivi fisici, dall’automotive alla robotica industriale, fino alle apparecchiature mediche. A differenza dei software di sicurezza tradizionali che operano a livello applicativo, la tecnologia di Exein agisce direttamente a livello di kernel (il cuore del sistema operativo del dispositivo), bloccando le minacce in tempo reale prima che possano compromettere l’hardware.
La società ha ufficializzato un maxi-round di finanziamento da 270 milioni di dollari, portando la sua valutazione a 1,7 miliardi di dollari (circa 1,5 miliardi di euro). Il round è stato guidato dal fondo Headline, affiancato da investitori storici e internazionali. Nel solo primo semestre del 2026, l’azienda ha registrato un fatturato pari a quasi il doppio dell’intero esercizio 2025, confermando un ritmo di espansione globale che l’ha portata dal censimento iniziale dei soonicorn fino al vertice della classifica.
Non sono tutti unicorni in senso stretto
La definizione di unicorno richiede due condizioni contemporanee: una valutazione sopra il miliardo e l’assenza di quotazione in borsa. Delle dieci aziende della lista, tre non rispettano almeno una delle due premesse.
- Technoprobe è quotata dal 15 febbraio 2022. L’azienda lecchese ha debuttato su Euronext Growth Milan raccogliendo 644,1 milioni di euro. Fondata nel 1996 da Giuseppe Crippa, oggi tratta sotto il ticker. La sua fluttuazione di mercato è l’esatto opposto di ciò che definisce un unicorno (ovvero una valutazione privata definita da un round di investimento).
- Reply è quotata dal 2000. Presente sul segmento STAR di Borsa Italiana, la società di consulenza IT è controllata a maggioranza dalla holding della famiglia Rizzante. La sua valutazione fluttua quotidianamente sul listino: la capitalizzazione aggiornata si attesta intorno ai 4,45 miliardi di euro, ben al di sopra delle rilevazioni di inizio anno.
- Facile.it è controllata da un fondo di private equity. L’azienda è passata sotto il controllo maggioritario del fondo americano Silver Lake nel 2022. Pur non essendo quotata, non risponde più alla struttura societaria a controllo fondativo tipica della definizione originale di startup.
Le altre sette realtà Bending Spoons, Exein, Domyn, Satispay, Namirial, Scalapay e Prima, rappresentano unicorni in senso pieno: aziende private, valutate oltre il miliardo sulla base di round di finanziamento e non controllate da sfere di private equity tradizionale.
I casi “al confine”: Newcleo e Docebo
Due casi illustrano quanto i confini geografici e societari possano essere labili:
- Newcleo: La società fondata dal fisico Stefano Buono nel 2021 che sviluppa reattori nucleari di IV generazione ha raccolto centinaia di milioni, ma ha trasferito la propria sede legale a Parigi ed è in procinto di quotarsi al Nasdaq a una valutazione di 2,4 miliardi di dollari tramite SPAC. Per motivi di sede, non è inclusa nei conteggi dei report italiani.
- Docebo: Nata in Brianza nel 2005 e quotata prima a Toronto e poi al Nasdaq, ha superato i 3 miliardi di dollari di valutazione nel 2021 ma a quotazione avvenuta, saltando la fase di “unicorno privato”. Oggi ha sede in Canada e una valutazione inferiore al miliardo.
Chi sarà il prossimo unicorno italiano: i soonicorn
Con il passaggio ufficiale di Exein nel club degli unicorni, la lista dei principali soonicorn italiani (scaleup ad alta crescita vicine al traguardo del miliardo) vede in prima fila:
- Unobravo (Salute mentale online)
- BizAway (Corporate travel booking)
- Musixmatch (Music tech e dati musicali)
- CoreView (Gestione cloud e SaaS)
- D-Orbit (Logistica satellitare e spacetech)
- Buzzoole (Creator economy)
- Leaf Space (Stazioni di terra per satelliti)
- Akamas (Ottimizzazione cloud tramite AI)
Tra le altre scaleup in rapida crescita da monitorare si segnalano anche WeRoad e Lexroom, protagoniste di importanti round di finanziamento.
L’Italia nel contesto europeo
Nonostante il recente ingresso di Exein, l’ecosistema italiano sconta ancora un ritardo strutturale rispetto ai principali paesi europei. Se nei soonicorn l’Italia si attesta intorno alla 6ª posizione in Europa, il divario nel numero complessivo di unicorni rimane marcato rispetto a Regno Unito, Germania e Francia.
La causa principale individuata dagli analisti non è la mancanza di idee o qualità tecnica, ma la disponibilità di capitali nella fase avanzata (late-stage). L’Italia riesce con successo a far nascere startup e finanziarne i primi step di crescita; fatica tuttavia a trovare fondi nazionali in grado di sostenere i mega-round superiori ai 100 milioni di euro necessari per passare dalla validazione del modello di business alla valutazione miliardaria.
Domande frequenti sugli unicorni italiani
- Quanti unicorni ha l’Italia oggi?L’Italia conta 10 unicorni. Di questi, sette (Bending Spoons, Exein, Domyn, Satispay, Namirial, Scalapay, Prima) sono unicorni in senso stretto. Tre (Technoprobe, Reply, Facile.it) figurano per valutazione storica ma sono quotate o controllate da fondi di private equity. Business People
- Chi è il più recente unicorno italiano? Exein, startup romana di cybersecurity per dispositivi connessi e Physical AI, che a settembre 2026 ha raggiunto una valutazione di 1,7 miliardi di dollari grazie a un round di 270 milioni di dollari. Business People
- Qual è stato il primo unicorno italiano?Storicamente la prima startup italiana a superare il miliardo di dollari di valutazione è stata Yoox (fondata nel 2000), anche se la parola “unicorno” non era ancora stata coniata. Nel senso moderno del termine (startup fintech/tech private), il primato viene riconosciuto a Scalapay, entrata nel club nel febbraio 2022.
Fonti e riferimenti
- Italian Tech Landscape 2026, 3ª edizione (La Tech Made in Italy × Altermind)
- Dati di mercato e round Exein (settembre 2026)
- Borsa Italiana / Euronext — dati di capitalizzazione aggiornati per Reply S.p.A. e Technoprobe S.p.A.
- TechCrunch / Cowboy Ventures — Aileen Lee (definizione originaria del termine)



