Cosa cambia in Serie A 2026/27: la sintesi
Il campionato al via il 22-23 agosto porta in dote sei novità concrete, quasi tutte nate durante il Mondiale 2026 e poi filtrate dal Consiglio Federale con qualche adattamento tutto italiano. Il VAR potrà correggere i calci d’angolo assegnati per errore e annullare un gol nato da un fallo commesso poco prima della ripresa del gioco. Potrà anche intervenire sui secondi cartellini gialli chiaramente sbagliati, mentre resta escluso dai gialli “semplici”. Arrivano poi un countdown di 5 secondi contro le perdite di tempo su rimesse e rinvii, un tetto di 10 secondi per le sostituzioni e un minuto massimo fuori dal campo dopo l’intervento dello staff medico. Una sola grande novità del Mondiale, invece, l’Italia ha scelto di non recepirla: il rosso automatico per chi si copre la bocca mentre parla in campo.
Tutte queste modifiche arrivano dalla Circolare n. 33 dell’IFAB, l’organismo che stabilisce le regole del gioco, e sono state adottate dalla FIGC durante il Consiglio Federale di fine luglio. Molte erano già state collaudate durante il Mondiale negli Stati Uniti, in Messico e in Canada: la Serie A, come sempre accade dal 2017 in poi, fa da apripista in Europa nell’adozione delle tecnologie arbitrali, ma sceglie con cura quali importare e quali lasciare fuori dal campionato.
VAR sui calci d’angolo: come funziona la novità
È la modifica simbolo dell’estate. Fino allo scorso campionato, il corner era una delle poche decisioni sottratte al controllo della sala VAR, salvo quando faceva parte di un’azione che portava a un gol, un rigore o un rosso diretto. Da quest’anno, se l’arbitro assegna un calcio d’angolo in modo chiaramente errato, il VAR può richiamarlo e correggere la decisione.
Il meccanismo pensato per non snaturare il ritmo del gioco è un silent-check rapidissimo: la sala video deve intervenire prima che il corner venga battuto. Se il gioco è già ripreso, la correzione non è più possibile, è il compromesso tra accuratezza ed esigenza di non spezzare continuamente l’azione, lo stesso equilibrio su cui si regge da anni l’intero protocollo VAR.
Il dettaglio che vale la pena notare, e che quasi nessuno racconta: la novità resta per ora riservata alla Serie A. Serie B e Serie C ne restano fuori (in C prosegue invece la sperimentazione del Football Video Support), perché nelle categorie inferiori il numero di telecamere disponibili è troppo basso per avere la certezza geometrica necessaria a stabilire se un pallone abbia toccato o meno un giocatore prima di uscire. In altre parole: la verità arbitrale ha un costo infrastrutturale, ed è quel costo, non una scelta regolamentare, a separare oggi la Serie A dal resto della piramide calcistica italiana.
VAR sul doppio giallo: stop alle espulsioni sbagliate
La seconda estensione riguarda le espulsioni per doppia ammonizione. Se il secondo cartellino giallo appare palesemente errato, e quindi porta a un rosso ingiusto, il VAR potrà ora richiamare l’arbitro e fargli rivedere l’episodio. È una correzione attesa da tempo: negli scorsi anni il protocollo permetteva la revisione dei rossi diretti, ma non dei secondi gialli, lasciando fuori dal controllo video proprio le espulsioni più controverse, come il caso Bastoni-Kalulu, spesso citato come esempio di ammonizione dall’esito sproporzionato.
Il confine resta però netto: i cartellini gialli “semplici”, cioè le ammonizioni singole, restano fuori dal protocollo, salvo il caso limite dello scambio di persona (l’arbitro che ammonisce il giocatore sbagliato). La scelta ha una logica precisa: allargare troppo il perimetro del VAR rallenterebbe le partite senza un reale beneficio, dato che la maggior parte delle ammonizioni non cambia in modo decisivo l’esito di una gara. Il secondo giallo, che si traduce in un’espulsione, è considerato invece un episodio abbastanza pesante da giustificare l’intervento tecnologico.
La guerra alle perdite di tempo: countdown e cronometri
Il terzo pacchetto di novità non riguarda il VAR ma la gestione dei tempi morti, ed è quello con l’impatto più immediato sulla fluidità delle partite. Se l’arbitro ritiene che una rimessa laterale o un rinvio dal fondo vengano deliberatamente ritardati, alza il braccio e fa partire un countdown di 5 secondi: scaduto il tempo, la rimessa laterale viene invertita e il rinvio dal fondo diventa un calcio d’angolo per gli avversari.
A questo si aggiungono altri due limiti temporali: 10 secondi al massimo per completare una sostituzione, e un minuto fuori dal campo per il giocatore assistito dallo staff medico, prima di poter rientrare. Sul piano tecnico, a cronometrare non è un dispositivo automatico ma il quarto uomo o l’arbitro stesso, supportati dai tempi standard già utilizzati per il recupero: nessun nuovo sensore, quindi, ma una applicazione più rigida di regole di buon senso che negli ultimi anni erano rimaste lettera morta.
Le regole del Mondiale che l’Italia NON adotta
Non tutto ciò che ha debuttato al Mondiale 2026 arriva in Serie A, ed è qui che si misura la differenza tra chi si limita a copiare l’ultima moda regolamentare e chi valuta caso per caso. La FIGC ha scelto di seguire la linea già adottata dalla UEFA e di non recepire la cosiddetta “legge Vinicius”: la regola, nata dopo la polemica tra Vinicius Junior e Gianluca Prestianni in un Benfica-Real Madrid di Champions League, che prevede il cartellino rosso diretto per chi si copre la bocca con la maglia mentre parla con un avversario, per impedire che si legga il labiale.
In Italia, come già deciso dall’UEFA, non scatterà alcuna sanzione automatica in questi casi: niente rosso, e nemmeno giallo, a meno che l’arbitro o i suoi assistenti non riescano comunque a percepire il contenuto di ciò che viene detto. Il ragionamento dietro questo no è più prudenziale che ideologico: presumere la colpevolezza da un gesto coprirsi la bocca senza la certezza delle parole pronunciate apre a un margine di errore che l’IFAB stesso, in sede di discussione, non ha ancora sciolto del tutto. Meglio, per ora, lasciare il giudizio all’arbitro caso per caso piuttosto che introdurre un automatismo che rischia di punire gesti innocui o, all’opposto, di non intercettare episodi reali. La stessa impostazione più flessibile, rispetto alle competizioni FIFA, vale anche per chi lascia il terreno di gioco per protestare.
Fuorigioco semiautomatico e tracking: cosa resta sotto il cofano
Chi arriva a questo articolo cercando novità sul fuorigioco troverà in realtà una conferma più che una rivoluzione: il sistema di fuorigioco semiautomatico (SAOT) è già parte stabile del campionato italiano da alcune stagioni, non un debutto 2026/27. Il meccanismo si basa su dodici telecamere dedicate installate negli stadi, oltre a quelle dei broadcaster, che tracciano decine di punti-dati per ogni calciatore in campo, incrociati con un chip integrato nel pallone. Il software genera in tempo reale la posizione di ogni giocatore rispetto all’ultimo difendente, ma la decisione finale punibile o meno resta comunque in capo al VAR e all’assistente video, perché non tutte le posizioni di fuorigioco geometricamente rilevate sono sanzionabili secondo il regolamento.
Per chi segue il campionato dall’estero e arriva a questa pagina senza il contesto delle stagioni precedenti: la Serie A è stata la prima lega tra i cinque grandi campionati europei ad adottare stabilmente questa tecnologia, dopo essere già stata la prima a introdurre il VAR nel 2017 e la goal-line technology ancora prima.
La regia: cosa eredita la Serie A dal Mondiale di DAZN
L’ultima eredità del Mondiale 2026 riguarda la produzione televisiva più che l’arbitraggio. Per seguire il torneo, DAZN ha messo in campo fino a 45 telecamere per partita, tra riprese tradizionali, PoleCam, CableCam, camere cinematografiche e a 360 gradi, oltre alla RefCam la telecamera che restituisce il punto di vista dell’arbitro. L’intera lavorazione dei segnali passa da un centro internazionale negli Stati Uniti e arriva in Europa anche attraverso l’innovation hub italiano di Cologno Monzese, che supporta la produzione delle partite trasmesse nel nostro Paese.
Buona parte di questa strumentazione, in realtà, non è una novità in arrivo ma un’eredità già acquisita: la RefCam aveva già debuttato in Serie A nella stagione 2025/26, con il primo utilizzo in una sfida di cartello tra big del campionato. Quello che il Mondiale ha aggiunto è piuttosto un affinamento della macchina produttiva più telecamere, più angoli, una regia più cinematografica che si riverserà gradualmente anche sulle riprese del campionato italiano nelle prossime stagioni, più che un salto tecnologico immediato e visibile fin dalla prima giornata.
FAQ
Il VAR può intervenire sui gialli semplici? No. Il VAR interviene solo sul secondo giallo chiaramente errato che porta a un’espulsione, non sulle ammonizioni singole, salvo il caso di scambio di persona.
La legge Vinicius vale in Italia? No. La FIGC segue la linea UEFA e non introduce il rosso automatico per chi si copre la bocca parlando con un avversario.
Quando inizia la Serie A 2026/27? Nel weekend del 22-23 agosto 2026, con conclusione fissata per il 30 maggio 2027.
Cosa succede se il portiere perde tempo su un rinvio dal fondo? Scatta il countdown di 5 secondi a braccio alzato dell’arbitro: se il tempo scade, il rinvio diventa un calcio d’angolo per gli avversari.
Dove si vede la Serie A 2026/27? Tutte le partite sono su DAZN, con 3 gare a giornata in co-esclusiva su Sky e NOW, nell’ambito dell’accordo sui diritti tv valido fino al 2029.
Le novità in sintesi
| Novità | Come funziona | Da dove arriva |
|---|---|---|
| VAR sui calci d’angolo | Silent-check prima della battuta, corner corretto se assegnato per errore evidente | IFAB / Mondiale 2026, adottata dalla FIGC |
| VAR sul secondo giallo | Revisione dell’espulsione per doppia ammonizione se palesemente errata | IFAB / Mondiale 2026, adottata dalla FIGC |
| Countdown 5 secondi | Rimessa invertita o corner agli avversari se rimessa/rinvio ritardati oltre 5 secondi | IFAB, pacchetto anti-melina |
| Limite sostituzioni | Massimo 10 secondi per completare il cambio | IFAB, pacchetto anti-melina |
| Un minuto fuori campo | Dopo l’intervento dello staff medico | IFAB, pacchetto anti-melina |
| Rosso “mano sulla bocca” | Non adottato: nessuna sanzione automatica, valutazione dell’arbitro caso per caso | Scelta italiana, linea UEFA |
| Fuorigioco semiautomatico | 12 telecamere dedicate + chip nel pallone, decisione finale al VAR | Già attivo da precedenti stagioni |



