Il titolo SanDisk (NASDAQ: SNDK) ha esteso le perdite superando il -14% nella seduta di lunedì 27 luglio, portando il calo dai massimi storici del 22 giugno al -47%. Nell’ultimo mese la capitalizzazione di mercato della società produttrice di memorie flash NAND ha perso circa 170 miliardi di dollari, una delle correzioni più violente registrate quest’anno tra i titoli legati all’intelligenza artificiale.
Dal record storico alla capitolazione
Il 22 giugno SanDisk aveva toccato un massimo intraday di 2.354,39 dollari, coronando un rally clamoroso: dallo spin-off da Western Digital, avvenuto a febbraio 2025 con un debutto a 36 dollari per azione, il titolo aveva messo a segno un rendimento totale di circa il 6.000%, diventando una delle azioni più performanti dell’intero S&P 500 nel 2026.
Da quel picco, però, la caduta è stata rapida quanto la salita. Dopo aver formato un doppio massimo tecnico attorno ai 2.300 dollari, il titolo ha rotto ripetutamente i supporti chiave, scendendo sotto quota 1.300 dollari lunedì e toccando un minimo intraday di circa 1.227 dollari, il livello più basso da inizio maggio.
Le cause del crollo
A differenza di molte correzioni azionarie, il tracollo di SanDisk non sembra legato a un problema specifico dell’azienda: non ci sono stati profit warning, tagli alla guidance né notizie negative sui conti. Gli analisti individuano invece un mix di fattori esterni:
- Selloff dei semiconduttori asiatici: nella notte tra il 27 e il 28 luglio i mercati di Corea del Sud e Giappone hanno subito un pesante ribasso, con Samsung in calo di oltre il 7% e SK Hynix di oltre il 9%. Il KOSPI ha perso il 7,24%, arrivando a far scattare i meccanismi di sospensione automatica delle contrattazioni.
- La concorrenza cinese: il 27 luglio il produttore cinese di memorie ChangXin Memory Technologies (CXMT) ha debuttato alla Borsa di Shanghai con un’IPO da 8,6 miliardi di dollari, chiudendo la prima giornata con un balzo del 466% e una capitalizzazione di circa 487 miliardi di dollari. L’ingresso di un concorrente cinese sul mercato NAND/DRAM ha riacceso i timori sulla tenuta dei margini operativi di SanDisk, oggi attorno al 70%.
- Dubbi sulla sostenibilità della domanda AI: pesano anche le indiscrezioni su un nuovo maxi-piano di infrastrutture AI di Nvidia da oltre 750 miliardi di dollari, che ha riacceso il dibattito se il boom degli investimenti nell’intelligenza artificiale rifletta una reale espansione strutturale della domanda oppure una forma di “finanziamento fornitore” gonfiato.
- Prese di profitto pre-trimestrale: SanDisk pubblicherà i risultati del quarto trimestre fiscale il 5 agosto, e molti investitori stanno riducendo l’esposizione dopo un rialzo di circa il 500% da inizio anno, in una finestra di volatilità tipicamente più alta prima degli utili.
I fondamentali restano solidi
Nonostante la violenza della correzione, il quadro industriale di SanDisk non è cambiato in modo sostanziale. La società vanta un portafoglio ordini (backlog) stimato in circa 42 miliardi di dollari, margini lordi elevati e una crescita robusta dei ricavi legata alla domanda di NAND per i data center AI. Diversi analisti di Wall Street, tra cui Citigroup e Susquehanna, hanno recentemente alzato i target price piuttosto che tagliarli, segno che il consenso sugli utili futuri resta costruttivo anche mentre il titolo crollava in Borsa.
Resta però un nodo centrale: buona parte della crescita dei ricavi nei trimestri recenti è derivata più dall’aumento dei prezzi di vendita che da un reale incremento dei volumi spediti, un dettaglio che espone il titolo a un multiplo di valutazione più fragile in caso di un rallentamento del ciclo dei prezzi delle memorie.
Cosa aspettarsi ora
Con la pubblicazione dei conti fissata per il 5 agosto, gli operatori si attendono un movimento del titolo fino al 25% in una direzione o nell’altra, secondo le stime implicite del mercato delle opzioni. Nel breve periodo, gli analisti tecnici indicano il livello psicologico dei 1.000 dollari come prossimo possibile supporto qualora la pressione di vendita dovesse proseguire.
Il caso SanDisk si sta configurando come un banco di prova per l’intero comparto delle memorie legate all’intelligenza artificiale: la domanda di fondo — se il rally del 2026 riflettesse un vero e proprio superciclo strutturale dell’AI o un’euforia speculativa arrivata a un punto di svolta — resta aperta.
Nota: le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate al 28 luglio 2026 e hanno finalità puramente informativa; non costituiscono consulenza finanziaria o raccomandazione di investimento.



