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Sessant’anni di formazione digitale, raccontati con i numeri

L’e-learning è la formazione erogata con tecnologie digitali, a distanza o in modalità mista, attraverso piattaforme che gestiscono corsi e verifiche.

È una parte dell’EdTech. L’Osservatorio EdTech del Politecnico di Milano definisce l’EdTech come l’insieme delle soluzioni che supportano il processo educativo, rese possibili da hardware e software. L’EdTech copre quindi scuola, università e formazione in azienda; l’e-learning ne è la componente che porta i corsi online.Questo articolo ricostruisce da dove viene l’e-learning, quanto vale il mercato, chi lo guida e cosa cambia con l’intelligenza artificiale, con un caso italiano al centro: Docebo.

Come è nato l’e-learning?

Il primo sistema generale di istruzione assistita da computer si chiamava PLATO. Nacque nel 1960 all’Università dell’Illinois e girava sul calcolatore ILLIAC I. Su PLATO furono sviluppati per la prima volta strumenti che oggi diamo per scontati: forum, bacheche, test online, posta elettronica e chat.

Il salto successivo è arrivato con le piattaforme di gestione della formazione (LMS), che organizzano corsi, utenti e verifiche. Docebo nasce in questa fase, nel 2005 a Macherio.

Nel 2012 i MOOC, i corsi online aperti e gratuiti, conquistarono l’attenzione mondiale con la promessa di portare le lezioni delle migliori università ovunque. I dati hanno ridimensionato quella promessa. Justin Reich e José Ruipérez-Valiente del MIT hanno analizzato i corsi di MIT e Harvard sulla piattaforma edX dal 2012 al 2018: 5,63 milioni di studenti e 12,67 milioni di iscrizioni. Nel 2017-18 solo il 3,13% dei partecipanti ha completato il corso. Secondo Reich, quello per cui le persone sono disposte a pagare è il certificato, non la lezione.

La pandemia ha trasformato l’e-learning da alternativa a necessità. A metà aprile 2020 le scuole erano chiuse in più di 190 Paesi, con 1,57 miliardi di studenti a casa: oltre il 90% di tutti gli studenti del mondo.

AnnoEventoPerché conta
1960Nasce PLATO all’Università dell’IllinoisPrimo sistema generale di istruzione assistita da computer
2005Nasce Docebo a MacherioLe piattaforme di formazione per le aziende diventano un prodotto
2012Esplodono i MOOCCorsi universitari gratuiti per chiunque
2019Studio del MIT su 12,67 milioni di iscrizioniSolo il 3,13% completa i corsi (2017-18)
2020Chiusura delle scuole per la pandemia1,57 miliardi di studenti a casa
2023Crollo in borsa di CheggPrimo caso di un’azienda quotata colpita apertamente da ChatGPT
2026Coursera e Udemy si fondonoIl mercato si consolida

Quanto vale il mercato dell’e-learning?

Non esiste un numero unico affidabile, e il motivo è la definizione di cosa si misura.

Italia. L’Osservatorio EdTech del Politecnico di Milano stimava il mercato italiano del 2022 in circa 2,8 miliardi di euro, il 26% in più rispetto al 2021. Il Rapporto EdTech 2026 dell’Osservatorio Proxima, presentato alla Camera il 25 marzo 2026, indica 2,7 miliardi di euro di fatturato e circa 11.000 addetti. Le due cifre sembrano confermarsi a vicenda, ma misurano perimetri diversi in anni diversi: non dicono se il mercato italiano stia crescendo o calando.

Mondo. La distanza tra le stime è ancora più ampia. Una previsione citata dall’Osservatorio del Politecnico indicava in 142 miliardi di dollari il fatturato globale 2023 delle aziende che vendono hardware e software per la formazione. Il Rapporto Proxima parla invece di oltre 400 miliardi di dollari di spesa complessiva per strumenti digitali nell’educazione. Una cifra conta quanto incassano i fornitori di tecnologia, l’altra tutta la spesa del settore: confrontarle come se fossero la stessa cosa è l’errore più comune negli articoli sul tema.

Il dato più solido riguarda gli investimenti. Il capitale di rischio globale nell’EdTech è sceso da 20,8 miliardi di dollari nel 2021 a 10,6 miliardi nel 2022. Secondo Proxima, gli investimenti globali nelle startup EdTech sono passati da 2,4 miliardi di dollari nel 2024 a 2,6 miliardi nel 2025. Le fonti sono diverse, ma il segnale è lo stesso: la bolla del biennio 2020-2021 si è sgonfiata.

FonteCosa misuraValoreRiferimento
Osservatorio EdTech, Politecnico di MilanoMercato EdTech italianoCirca 2,8 miliardi di euro2022
Osservatorio Proxima (Enzima12)Hardware, software e servizi digitali per la formazione in Italia2,7 miliardi di euro, circa 11.000 addettiRapporto 2026
Previsione citata dal Politecnico di MilanoFatturato globale dei fornitori di tecnologia per la formazione142 miliardi di dollari2023
Osservatorio ProximaSpesa globale per strumenti digitali nell’educazioneOltre 400 miliardi di dollari2024

Chi sono i maggiori player dell’e-learning?

Il mercato si divide in quattro modelli: piattaforme per le aziende, cataloghi di corsi, app per il pubblico e servizi di aiuto allo studio. Secondo Proxima, la formazione aziendale vale circa il 65% della spesa mondiale in formazione digitale.

  • Coursera e Udemy. Hanno completato la fusione l’11 maggio 2026. Insieme raggiungono oltre 290 milioni di persone, 18.000 clienti aziendali e 95.000 docenti. Secondo il bilancio trimestrale di Coursera, il valore del corrispettivo pagato agli azionisti di Udemy alla chiusura era di 673,6 milioni di dollari, con l’azione Coursera a 5,66 dollari.
  • Duolingo. Nel 2024 ha ricavato 748 milioni di dollari, il 41% in più dell’anno precedente. Nel terzo trimestre 2025 aveva 50,5 milioni di utenti attivi ogni giorno. Nel suo bilancio l’azienda scrive che l’app somiglia più a un gioco per cellulare che a un prodotto educativo.
  • Chegg. È il caso opposto. Il 2 maggio 2023 le sue azioni hanno perso quasi il 50% dopo che l’azienda ha ammesso che gli studenti usavano ChatGPT al posto dei suoi strumenti a pagamento. A febbraio 2025 ha fatto causa a Google sostenendo che le sintesi generate con AI nei risultati di ricerca riducevano il suo traffico. Nel quarto trimestre 2024 i ricavi erano scesi del 24%, a 143,5 milioni di dollari.
AziendaModelloDato più recenteFonte
DoceboPiattaforma di formazione per aziendeRicavi del secondo trimestre 2026: 68,7 milioni di dollari (+13%)Comunicato del 7 agosto 2026
Coursera + UdemyCatalogo di corsi e certificatiOltre 290 milioni di utenti, 18.000 clienti aziendaliCoursera, 11 maggio 2026
DuolingoApp per imparare le lingue50,5 milioni di utenti attivi al giorno (terzo trimestre 2025)Lettera agli azionisti
CheggAiuto allo studio per universitariRicavi del quarto trimestre 2024: 143,5 milioni di dollari (−24%)CNBC, febbraio 2025

Come è nata Docebo e come è arrivata al Nasdaq?

Docebo è stata fondata nel 2005 da Claudio Erba. La crescita ha avuto alcune tappe precise:

  • 2012: primo round di finanziamento, 2,4 milioni di euro da Principia SGR;
  • 2013: primo ufficio negli Stati Uniti, ad Athens, in Georgia;
  • 8 ottobre 2019: quotazione alla Borsa di Toronto, con una raccolta di 75 milioni di dollari canadesi;
  • 3 dicembre 2020: inizio delle contrattazioni al Nasdaq. L’offerta si è chiusa il 7 dicembre con 165,6 milioni di dollari lordi, inclusa l’opzione di sovrallocazione esercitata dalle banche.

Il percorso di Docebo è al centro di un incontro Interconnection di INT News con Alessio Frigeri. Frigeri è entrato in azienda nel 2009, quando Docebo aveva 6 persone, e per circa quattordici anni ha guidato le Global Operations, fino alla doppia quotazione e oltre i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui.

Nel secondo trimestre 2026 Docebo ha registrato 68,7 milioni di dollari di ricavi, il 13% in più su base annua. I ricavi ricorrenti annui (ARR) hanno raggiunto 255,1 milioni, con una crescita del 9,5%. Il principale cliente OEM, cioè un’azienda che integra la piattaforma nella propria offerta, è sceso dall’8,4% al 2,5% dei ricavi ricorrenti: la società dipende meno da un singolo cliente. Per l’intero 2026 l’azienda prevede ricavi tra 274,5 e 276,5 milioni di dollari.

In Italia come siamo messi con le competenze digitali?

Secondo l’Istat, nel 2025 il 54,3% degli italiani tra 16 e 74 anni ha competenze digitali almeno di base, contro il 45,7% della rilevazione precedente. La media europea è al 60%. Dopo la Danimarca, l’Italia è il Paese UE che è cresciuto di più.

Il divario per titolo di studio resta: nella fascia 25-54 anni ha competenze almeno di base l’86,1% dei laureati, ma solo il 33,5% di chi ha un titolo più basso. Tra le attività online in maggiore crescita ci sono proprio i corsi e l’apprendimento in generale.

Dal lato dell’offerta, Proxima ha censito 388 startup EdTech italiane nel biennio 2024-2025. Nel 2024 hanno raccolto 74 milioni di euro, il 174% in più rispetto al 2023. Il 68% vende soluzioni alle imprese, non alle scuole.

Con l’intelligenza artificiale serve ancora studiare?

I dati dicono che serve di più, non di meno, ma cambia che cosa si studia.

Cosa dicono le aziende. Nel Future of Jobs Report 2025, pubblicato il 7 gennaio 2025, il World Economic Forum stima che il 39% delle competenze attuali sarà superato o trasformato entro il 2030. Su 100 lavoratori, 59 avranno bisogno di formazione entro il 2030. Il pensiero analitico resta la competenza più richiesta: sette aziende su dieci la considerano essenziale. Tra le capacità in crescita il rapporto indica anche curiosità e apprendimento continuo. La domanda di corsi sull’AI è già misurabile: secondo Coursera, nel 2026 qualcuno si iscrive a un corso di AI generativa in media ogni tre secondi.

Cosa dicono gli studi. I risultati sull’uso dell’AI per imparare vanno in due direzioni.

  • Harvard. Uno studio su 194 studenti di un corso di fisica, pubblicato su Scientific Reports nel giugno 2025, ha misurato i risultati di un tutor AI. Gli studenti che lo hanno usato hanno imparato più del doppio rispetto a una lezione in aula già basata sull’apprendimento attivo, e in meno tempo. Quel tutor però era progettato da docenti, conosceva le soluzioni corrette e guidava gli studenti a ragionare.
  • MIT. Uno studio in forma preliminare del MIT Media Lab ha diviso 54 partecipanti in tre gruppi per scrivere dei saggi. Chi usava ChatGPT mostrava la connettività cerebrale più debole. Solo 18 persone hanno completato la sessione finale e il lavoro non era ancora passato dalla revisione di altri scienziati.

I due studi hanno campioni piccoli e contesti specifici, e nessuno dei due chiude la questione. Letti insieme indicano però un criterio pratico: l’AI aiuta a imparare quando obbliga a ragionare, e toglie qualcosa quando ragiona al posto nostro. Studiare oggi significa meno memorizzare risposte e più saperle giudicare, perché le risposte ormai arrivano gratis. Altri contenuti su come si impara con la tecnologia sono nella rubrica IntLearn.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra e-learning ed EdTech?
L’EdTech comprende tutte le tecnologie a supporto dell’educazione, dalla scuola alle aziende. L’e-learning ne è la parte che porta la formazione online, attraverso piattaforme e corsi digitali.

Quanto vale il mercato EdTech in Italia?
Secondo il Rapporto 2026 dell’Osservatorio Proxima, circa 2,7 miliardi di euro, con circa 11.000 addetti. Le stime cambiano molto a seconda di cosa includono.

Chi ha inventato l’e-learning?
Il primo sistema generale di istruzione assistita da computer è PLATO, sviluppato dal 1960 all’Università dell’Illinois.

Docebo è un’azienda italiana?
È nata in Italia, a Macherio, nel 2005. Oggi ha sede a Toronto, è quotata al Toronto Stock Exchange e al Nasdaq e mantiene un ufficio a Biassono.

Con l’AI serve ancora studiare?
Sì. Secondo il World Economic Forum, 59 lavoratori su 100 avranno bisogno di formazione entro il 2030. Cambia cosa si studia: pesa meno memorizzare risposte e di più saperle valutare.

Ne parliamo lunedì 28 settembre

Dalla Brianza al Nasdaq: scalare l’innovazione. Con Alessio Frigeri, lunedì 28 settembre alle 18:30 al WeDesk di Seregno, in via Magenta 54 (ingresso da via Ballerini). L’ingresso è gratuito, con prenotazione dalla pagina dell’evento. Gli appuntamenti precedenti sono nell’archivio degli eventi Interconnection.

Fonti

  • Docebo, comunicato sui risultati del secondo trimestre 2026, 7 agosto 2026 (SEC, modulo 6-K)
  • Docebo, comunicato del 17 luglio 2026 sui dati preliminari del trimestre
  • Docebo, comunicati del 2 e 7 dicembre 2020 sull’offerta pubblica negli Stati Uniti (SEC, modulo 6-K)
  • Docebo, pagina “La nostra storia”
  • Coursera, comunicato dell’11 maggio 2026 e bilancio trimestrale al 30 giugno 2026 (SEC, modulo 10-Q)
  • Axios, 11 maggio 2026
  • Duolingo, lettere agli azionisti del quarto trimestre 2024 e del terzo trimestre 2025, bilancio annuale 2025 (SEC)
  • Fortune, 2 maggio 2023; CNBC, febbraio 2025 (Chegg)
  • Osservatori.net, Politecnico di Milano, comunicato dell’Osservatorio EdTech
  • MilanoFinanza, 25 marzo 2026; EduNews24, agosto 2026 (Rapporto Proxima 2026)
  • Istat, Cittadini e ICT 2025, via Agenda Digitale
  • World Economic Forum, Future of Jobs Report 2025, 7 gennaio 2025
  • Kestin e altri, Scientific Reports, giugno 2025; Harvard Gazette, settembre 2024
  • Kosmyna e altri, MIT Media Lab, 2025 (studio preliminare)
  • Reich e Ruipérez-Valiente, Science, 11 gennaio 2019; Inside Higher Ed
  • UNESCO Courier, luglio-settembre 2020
  • Scheda del sistema PLATO, Università dell’Illinois (via EPFL Graph)
  • INT News, pagina dell’evento “Dalla Brianza al Nasdaq: scalare l’innovazione”