La strada ti guarda, ma non sempre può multarti.
In sintesi
- Dal 12 luglio 2026 è in vigore il primo decreto che disciplina davvero l’omologazione degli autovelox, atteso dal 1992: dopo il censimento nazionale, 2.856 dispositivi restano attivi e oltre 1.200 sono stati spenti.
- La nuova generazione di telecamere usa l’intelligenza artificiale per riconoscere, oltre alla velocità, anche cellulare alla guida, cinture slacciate, assicurazione e revisione. Il primo grande test italiano è in corso sulla Fi-Pi-Li.
- Il punto che quasi nessuno dice: a oggi nessun dispositivo è omologato in Italia per multare in automatico chi usa il telefono o non allaccia la cintura. Senza una pattuglia che ferma il veicolo, quella sanzione non può ancora arrivare.
Cosa è cambiato il 12 luglio 2026
Un autovelox con AI è un sistema di controllo stradale che affianca al tradizionale misuratore di velocità telecamere ad alta risoluzione e software di visione artificiale, in grado di riconoscere più tipi di infrazione dallo stesso punto di rilevamento. È la direzione verso cui si muove il controllo del traffico in tutta Europa ma in Italia la vera notizia del 2026 è un’altra, ed è normativa.
Il Codice della Strada del 1992 richiedeva che gli autovelox fossero “debitamente omologati”, senza però definire come ottenere quell’omologazione. Per oltre trent’anni i dispositivi sono stati messi in strada sulla base di semplici decreti di approvazione, finché la Corte di Cassazione, con una serie di pronunce tra il 2024 e il 2025, ha stabilito che approvazione e omologazione non sono la stessa cosa. Risultato: migliaia di verbali annullati e un contenzioso esploso in tutta Italia, solo in parte attenuato da un’ordinanza del marzo 2026 che ha ammesso, ad alcune condizioni, la validità delle sanzioni.
Il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti firmato a giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a luglio ed entrato in vigore il 12 luglio, chiude, almeno per il futuro, questa stagione: definisce per la prima volta le procedure di omologazione, taratura e verifica periodica dei dispositivi. E produce un effetto immediato e misurabile sul territorio.
| I numeri del nuovo regime | |
|---|---|
| Dispositivi omologati e censiti, rimasti attivi | 2.856 |
| Dispositivi spenti perché privi di omologazione | 1.204 (le stime iniziali parlavano di ~850) |
| Quota di apparecchi rimasti operativi | circa 3 su 4 |
| Incassi da autovelox dichiarati dai Comuni nel 2025 | oltre 284 milioni di euro |
| Sanatoria retroattiva sui vecchi verbali | nessuna |
I dispositivi spenti non vengono rottamati: potranno riaccendersi solo dopo aver completato l’intera trafila prevista dal decreto omologazione, verifiche tecniche, taratura iniziale e controlli periodici.
Come verificare se l’autovelox che ti ha multato è in regola
Dal 2025 esiste una piattaforma nazionale di censimento gestita dal MIT in cui ogni ente deve registrare i propri apparecchi con marca, modello, matricola, ubicazione ed estremi del provvedimento che ne autorizza l’uso. È lo strumento con cui un cittadino può verificare quale dispositivo lo ha sanzionato e se rientra tra quelli considerati omologati (i modelli dell’Allegato B del decreto) o tra quelli sospesi.
Attenzione però a un equivoco diffuso: un dispositivo censito non è automaticamente inattaccabile. In caso di dubbi restano da verificare anche taratura, verifiche periodiche e corretto utilizzo della postazione e per i verbali emessi prima del 12 luglio 2026 continuano a valere le vecchie regole, con tutti gli spazi di ricorso aperti dalla giurisprudenza su approvazione e omologazione. Il decreto, infatti, non ha efficacia retroattiva: i procedimenti già avviati proseguono con i criteri precedenti.
Come funziona un autovelox con intelligenza artificiale
La differenza rispetto ai sistemi tradizionali spire magnetiche annegate nell’asfalto, radar Doppler che misurano la sola velocità sta nel dove e nel come vengono elaborati i dati. I dispositivi di nuova generazione montano telecamere ad alta risoluzione e unità di calcolo dedicate all’AI direttamente a bordo: è il cosiddetto edge computing. Le immagini vengono analizzate sul posto, in millisecondi, da reti neurali addestrate a riconoscere veicoli, traiettorie e comportamenti, senza dover trasmettere flussi video continui verso server remoti.
Questo approccio ha due conseguenze pratiche. La prima è la velocità: il sistema può seguire più veicoli contemporaneamente e associare a ciascuno gli eventi rilevanti. La seconda riguarda la privacy: elaborare a bordo significa poter scartare subito le immagini in cui non emerge alcuna anomalia, conservando solo i fotogrammi utili. A completare il quadro c’è la lettura automatica delle targhe (ANPR), che permette di interrogare le banche dati su assicurazione e revisione nel momento stesso del transito.
Cosa possono rilevare e cosa possono multare davvero
Qui sta il punto che distingue la tecnologia dalla legge, e che gran parte del dibattito confonde. Dal punto di vista tecnico, i sistemi più recenti sanno riconoscere il conducente che tiene il telefono in mano, le cinture non allacciate, i cambi di corsia irregolari, oltre a incrociare la targa con le banche dati di assicurazione e revisione. Dal punto di vista giuridico, però, la multa “a distanza” quella che arriva a casa senza che nessuno ti abbia fermato richiede che il dispositivo sia espressamente omologato per quella specifica infrazione.
E a oggi nessun dispositivo è omologato in Italia per la rilevazione automatica a distanza dell’uso del cellulare o del mancato allaccio delle cinture. I sistemi già acquistati da alcuni Comuni possono quindi operare in una sola modalità sanzionatoria: il supporto alla pattuglia. La telecamera analizza il traffico e, quando individua un guidatore al telefono, invia la segnalazione agli agenti appostati qualche centinaio di metri più avanti, che fermano il veicolo e contestano l’infrazione sul posto. È il modello già adottato, ad esempio, dal Comune di Agliana, dove ogni rilevazione passa comunque dalla verifica di un operatore prima dell’eventuale verbale. Per assicurazione e revisione, la sanzione automatica è ammessa solo con apparecchi omologati per quella funzione, secondo le indicazioni ministeriali dedicate.
| Infrazione | La tecnologia la rileva? | Multa automatica oggi in Italia? |
|---|---|---|
| Eccesso di velocità | Sì | Sì, con dispositivo omologato e censito |
| Cellulare alla guida | Sì | No: solo contestazione immediata con pattuglia |
| Cinture non allacciate | Sì | No: solo contestazione immediata con pattuglia |
| Assicurazione o revisione scadute | Sì (lettura targa) | Solo con dispositivi omologati per quella funzione |
| Passaggio col rosso | Sì (sistemi dedicati) | Sì, con dispositivi omologati |
Il laboratorio Fi-Pi-Li: 90 giorni di test, zero multe
Il banco di prova più avanzato di questa tecnologia in Italia è partito in queste settimane sulla superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Su una struttura che sovrasta la carreggiata, in entrambe le direzioni di marcia, un sistema dotato di telecamere ad alta definizione e illuminazione a infrarossi per funzionare anche di notte analizza in tempo reale l’uso del cellulare alla guida, le cinture di conducente e passeggero anteriore e, tramite la targa, la regolarità di assicurazione e revisione.
Il dettaglio decisivo: per tutta la durata della sperimentazione, autorizzata dalla Città metropolitana di Firenze per 90 giorni con possibilità di un solo rinnovo, il sistema non è collegato alle forze dell’ordine e non produce verbali né segnalazioni. L’obiettivo dichiarato è misurare l’affidabilità dell’algoritmo in un contesto di traffico complesso. È il passaggio obbligato che separa la tecnologia dall’omologazione: solo dati solidi su accuratezza ed errori potranno sostenere, un domani, l’estensione di questi controlli su scala nazionale.
Le multe sono valide? Cosa dice la legge, cosa controllare
La regola generale del Codice resta la contestazione immediata; quella differita la multa notificata a casa è ammessa nei casi e con gli strumenti previsti, ed è qui che l’omologazione diventa decisiva. Il decreto del 2026 interviene su omologazione, taratura e verifiche, ma non modifica le regole procedurali della notifica: cambia il “con che cosa” si può sanzionare, non il “come”.
Per chi viene sorpreso al telefono, intanto, le sanzioni sono già oggi pesanti: con la riforma del Codice della Strada in vigore da fine 2024 si va da 250 a 1.000 euro, con 5 punti decurtati e la possibile sospensione della patente nei casi previsti. Chi invece riceve un verbale da autovelox e ha dubbi sulla sua legittimità ha una checklist precisa: verificare il dispositivo sulla piattaforma di censimento, controllarne lo stato di omologazione o approvazione, la taratura e le verifiche periodiche, e in caso di incertezza richiedere l’accesso agli atti all’ente accertatore.
Privacy e AI Act: i paletti europei
Un sistema che punta telecamere intelligenti sugli abitacoli tocca inevitabilmente il terreno della protezione dei dati. Le sperimentazioni in corso adottano il principio della privacy by design: mascheramento automatico dei volti dei soggetti non coinvolti nell’infrazione prima della conservazione delle immagini, e scarto immediato dei fotogrammi senza anomalie. Sul piano normativo, l’uso dell’AI nel controllo del traffico rientra tra gli ambiti a cui il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale riserva gli obblighi più stringenti quando entra in gioco l’attività sanzionatoria: tracciabilità dei sistemi, supervisione umana, gestione rigorosa dei dati. Non a caso, in tutti i modelli operativi visti finora la decisione finale sul verbale resta a un operatore in carne e ossa.
Domande frequenti
Le telecamere possono multarmi se uso il cellulare alla guida? Oggi solo se la rilevazione viene confermata da una pattuglia che ferma il veicolo e contesta l’infrazione sul posto. Nessun dispositivo è omologato per la multa automatica a distanza su cellulare o cinture.
Come scopro se l’autovelox che mi ha multato è in regola? Consultando la piattaforma nazionale di censimento del MIT (marca, modello, ubicazione e provvedimento autorizzativo) e, in caso di dubbi, chiedendo l’accesso agli atti all’ente che ha emesso il verbale.
Le multe prese prima del 12 luglio 2026 si possono ancora contestare? Sì: il nuovo decreto non è retroattivo. Per i verbali precedenti e i ricorsi pendenti valgono le vecchie regole, comprese le contestazioni basate sulla distinzione tra approvazione e omologazione.
Quanto rischio se uso il telefono alla guida? Da 250 a 1.000 euro di multa, 5 punti in meno sulla patente e la possibile sospensione nei casi previsti dalla riforma del Codice in vigore da fine 2024.
Cos’è la sperimentazione sulla Fi-Pi-Li? Un test di 90 giorni (rinnovabile una volta) di un sistema AI che rileva cellulare, cinture, assicurazione e revisione. Non è collegato alle forze dell’ordine e non produce multe: serve a misurare l’affidabilità dell’algoritmo.
Il nuovo decreto “sana” i vecchi autovelox non omologati? No. I dispositivi esclusi dal censimento sono spenti e potranno tornare operativi solo completando la procedura di omologazione, taratura e verifica prevista dal decreto.
La strada del 2030
La traiettoria è segnata: sensori sempre più capaci, elaborazione a bordo, controlli che dalla velocità si estendono ai comportamenti. Ma il 2026 italiano insegna una cosa che vale più di ogni scheda tecnica: il collo di bottiglia non è ciò che la tecnologia riesce a vedere, è ciò che la legge le permette di fare. Con il decreto di luglio l’Italia ha scritto la prima metà della risposta le regole per gli strumenti. La seconda metà, quella sui nuovi tipi di infrazione rilevabili dall’AI, si sta scrivendo adesso, novanta giorni alla volta, su una superstrada toscana.
Fonti
- Decreto MIT giugno 2026 su omologazione, taratura e verifiche degli autovelox Gazzetta Ufficiale, luglio 2026 (analisi: Altalex)
- Altroconsumo : “Autovelox omologati, nuovo decreto: cosa cambia per le multe”
- Motor1 Italia : “Autovelox, decreto in Gazzetta: cosa cambia per le multe”
- La Legge per Tutti “Autovelox: quali regole valgono oggi per multe e omologazione”
- NewsAuto: Telecamere intelligenti: con l’AI la svolta contro cellulare, cinture, revisione e RC auto”
- FirenzeToday; Fi-Pi-Li, arriva l’intelligenza artificiale: telecamere per rilevare cellulari, cinture e revisioni”
- BusinessOnline: dati censimento e ricorsi post-decreto



