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L’accordo miliardario Khaby Lame con la holding Rich Sparkle Holdings non è giunto a conclusione, smentendo le storiche cifre annunciate a inizio anno. Quella che doveva essere l’operazione finanziaria capace di proiettare il re di TikTok nell’olimpo dei paperoni mondiali si è trasformata, a distanza di pochi mesi, in un nulla di fatto burocratico con pesanti risvolti sul mercato azionario.

Perché l’accordo miliardario Khaby Lame non si è concluso

A metà gennaio 2026, i media di tutto il mondo celebravano il maxi-accordo da 975 milioni di dollari tra il creator italiano e la Rich Sparkle Holdings, società quotata al Nasdaq controllata da capitali cinesi. L’operazione prevedeva il passaggio del 40,83% delle azioni della compagnia a Khaby Lame, rendendolo di fatto l’azionista di controllo.

Tuttavia, l’accordo miliardario Khaby Lame non ha mai superato la fase preliminare. Secondo le verifiche effettuate sui documenti ufficiali della Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente regolatore del mercato statunitense, non è mai stata depositata la documentazione definitiva sul completamento della due diligence. L’assenza di contratti vincolanti successivi al primo annuncio ha confermato i sospetti degli analisti: la trattativa si è arenata prima del closing.

Il crollo in borsa di Rich Sparkle Holdings

Le conseguenze della mancata finalizzazione non si sono fatte attendere, colpendo duramente il valore della holding partner. Subito dopo i primi dubbi degli investitori sulla solidità dell’accordo miliardario Khaby Lame, il titolo di Rich Sparkle Holdings ha subito un vero e proprio tracollo a Wall Street.

  • Perdita in percentuale: Il titolo è crollato del 96,13% rispetto ai massimi di inizio anno.
  • Impatto sulla capitalizzazione: Il valore di mercato della società è precipitato da oltre un miliardo di dollari a circa 91,6 milioni di dollari a maggio 2026.

Questo scenario ha cancellato anche la ricchezza “sulla carta” che il tiktoker avrebbe dovuto ereditare tramite il pacchetto azionario, ridimensionando drasticamente il valore teorico del deal.

Cosa prevedeva l’accordo miliardario Khaby Lame tra AI e diritti d’immagine

Il progetto industriale alla base dell’operazione era decisamente ambizioso e focalizzato sulle nuove tecnologie. Il contratto, della durata di tre anni, prevedeva la cessione globale dei diritti commerciali del personal brand di Khaby Lame per lo sviluppo di prodotti di merchandising, eventi e progetti digitali.

L’asset più innovativo della partnership era però un altro: la creazione di un clone digitale di Khaby Lame basato sull’intelligenza artificiale. Questo avatar virtuale avrebbe dovuto generare contenuti automatici, interagire con i fan e avviare campagne di influencer marketing su scala globale senza richiedere la presenza fisica del creator. Un’idea pionieristica che, almeno per il momento, rimarrà chiusa nei cassetti dei consulenti finanziari.